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Hedley, Leslie Woolf: Un ebreo ritorna in Germania (A Jew Returns to Germany Olasz nyelven)

Hedley, Leslie Woolf portréja
Cikos Ibolja portréja

Vissza a fordító lapjára

A Jew Returns to Germany (Angol)

My feet touch these cobblestones
and I suddenly sense a cry from bodies
buried somewhere underneath.
But I must control my mind. I must move
as a ghost among six million forgotten ghosts.

I sniff the country like a man
hunting for his lost home,
and I suffocate ashamed to be alive.
Irony plants European guilt in me.

I feel like the last man
an a betrayed planet. I feel as though
the atmosphere is clogged with names
begging for their tombstones. I must control
my breathing for fear of inhaling
too many souls of murdered Jews.
My lungs are too fragile for such crimes.

I must behave as one newly resurrected.
But should I act the part of Christ?
Must a Jew become a Christian god again?

I will search German faces for some sign
or fleck of blood. I will look into their eyes
and watch for shadows of concentration camps.
There must be some memory that wrinkles the skin
or paints the pupil with a taint of shame.

But the avenues are clean, the parks tidy,
students study how to be German,
restaurants sell Coca-Cola, waiters eagerly serve
even wandering Jews who somehow survived,
and history has quickly washed the haunted air
until even existing phantoms are invisible there.



FeltöltőP. T.
Az idézet forrásahttp://www.bpj.org

Un ebreo ritorna in Germania (Olasz)

I miei piedi camminano sui sanpietrini,
all’improvviso, da qualche parte sotto la terra
sento le grida dei corpi sepolti.
Devo star attento alla mia mente. Mi muovo
come un fantasma tra i sei milioni di fantasmi.

Annuso il paese, come chi
va cercando la casa perduta,
mi soffoca  la vergogna perché son vivo.
Ironia, la colpa dell’Europa dentro di me brucia.

Come se fossi ultimo uomo sulla
pianeta tradita, mi sento come
se l’atmosfera fosse intasata dai nomi
dei mendicanti di una lapide. Devo controllare
il respiro, per paura di inalare l’anima
di troppi uccisi. Per tal crimine
il mio polmone è troppo fragile.

Devo comportarmi come uno appena risorto.
Ma dovrò forse recitare la parte di Cristo?
Che il Dio cristiano sia nuovamente un ebreo?

Scruterò nei visi dei tedeschi un segno,
una traccia di sangue. Guarderò nei loro occhi
per vedere l’ombra dei campi di concentramento.
Ci deve essere un ricordo che incide una riga sulla
pelle, che copre la pupilla col rossore della vergogna!

Ma le strade son pulite, i parchi ordinati, i studenti
studiano come essere tedeschi, i ristoranti vendono
Coca-Cola, i camerieri servono sollecitamente gli
ebrei erranti, che in qualche modo sono sopravvissuti
e la storia ha purificato velocemente l’aria infestata,
qui perfino i fantasmi veri son invisibili.



FeltöltőP. T.
Az idézet forrásaC. I.

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